La Blaster è la più recente interpretazione del concetto di Selle Smp “Designed on your Body”, l’ultima arrivata all’interno delle selle da competizione di Selle Smp, cioè quelle che la Casa inserisce nella famiglia Professional. Punta “a becco d’aquila”, ampio canale centrale per lo scarico della pressione, parte posteriore rialzata: anche la Blaster le caratteristiche peculiari delle selle Smp le ha tutte e, come gli altri prodotti della collezione, presta una grandissima attenzione agli aspetti ergonomici connessi a una delle zone più esposte a rischi durante la pratica ciclistica, quella del perineo.

In cosa, allora, la Blaster differisce dalle altre Smp?
La Blaster rappresenta l’evoluzione della già nota e fortunata Composit, rispetto alla quale impiega il medesimo scafo, adottando però un’imbottitura di 5 mm
di spessore proposta lungo tutta l’area di appoggio. La ragione d’essere della Blaster è quindi legata all’esigenza da parte di Selle Smp di soddisfare tutti quegli utenti che hanno trovato nella Composit il loro modello ideale a livello di appoggio e tipologia di seduta, ma che di questa sella lamentavano l’eccessiva durezza dovuta, appunto, all’assenza dell’imbottitura. La Blaster “risponde” a quest’esigenza con un foam uniforme e sottile che posiziona questo modello un gradino più in alto della sua progenitrice in una scala di valori che considera il comfort come il parametro di riferimento.

Dal punto di vista ergonomico la Blaster conferma tutte le caratteristiche formali che rendono le Selle Smp immediatamente riconoscibili: la punta inclinata all’ingiù permette una grande libertà di avanzamento e diminuisce la pressione sui genitali esterni; il canale centrale ampio riduce la compressione sulla zona perineale e prostatica e
aumenta la ventilazione del sottosella; l’area di appoggio posteriore rialzata protegge il coccige e permette un’ottima spinta. Come un utente può capire quale delle numerose selle della gamma Smp è più adatta alle sue caratteristiche ergonomiche e atletiche? Il sito www.sellesmp.com propone validi tutorial video per individuare il modello giusto e per montarlo poi nel modo più corretto.

La Blaster è una sella con un’ampia destinazione d’uso: è consigliata sia per il ciclismo su strada che per il mountain biking e le sue dimensioni di 266×131 mm la destinano a un pubblico eterogeneo, anche se la destinazione migliore sono gli individui con bacino di dimensioni medie. In quanto ai materiali, impiega un telaio in acciaio Inox Aisi 304 con diametro di 7.1 mm, che regge uno scafo
in nylon caricato in fibra di carbonio. L’imbottitura è superleggera e il rivestimento in microfibra. Oltre alla versione con telaio in acciaio che abbiamo testato, la Blaster è disponibile anche in versione con telaio in carbonio.

Le impressioni in prova cominciano dal montaggio, decisamente agevole se si considera che il telaio impiegato è di tipo e forma classiche, da 7.1 mm di diametro e con sagoma tonda, compatibile con tutti i reggisella presenti sul mercato. Un altro punto a favore è il carrello molto lungo sul quale si può montare la sella: la scala millimetrata che vi troviamo stampata sopra segna 8 cm, ma in realtà si potrebbe anche andare oltre, fino a raggiungere un intervallo di regolazione record, quasi 9 cm. Altro dettaglio relativo al montaggio è quello per cui, come su tutte le selle Smp, anche la Blaster presenta una distanza marcata tra telaio e superficie di appoggio (circa 4 cm), che non si possono non considerare nel momento in cui si regola in altezza il reggisella. Per quello che mi riguarda ho fissato il morsetto del reggisella in posizione centrale sul telaio della Blaster e ho poi optato per un’inclinazione in cui la punta risultasse leggermente più in basso rispetto alla parte posteriore: in questo modo ho trovato l’assetto migliore dopo aver sperimentato per qualche kilometro altre due inclinazioni differenti. Se per tutte le selle quello dell’inclinazione del piano di appoggio è un parametro fondamentale, per le selle Smp questo aspetto è ancora più importante e cruciale, perché se si sbaglia anche di poco a regolare l’inclinazione non si riesca a godere appieno di tutte le prerogative ergonomiche che caratterizzano le selle Smp.
Non è questa la prima sella Selle Smp che mi capitava di provare (in passato ho avuto modo di testare una Stratos, una Composit e una TT4) e c’è da dire che si percepisce subito che quest’ultima arrivata nella collezione non è tra le selle più morbide in quanto a imbottitura e appoggio (tra quelle già testate, solo la Composit ha una durezza maggiore di questa, essendo totalmente priva di imbottitura). Comune a tutte le altre selle Smp è invece la grande ergonomia di seduta: anche per la Blaster il profilo a “becco d’aquila” garantisce una grande superficie di appoggio quando si pedala in punta di sella (il “naso” è largo ben 35 mm) e un valido sostegno quando si pedala “da dietro” e, per questo, si spinge con il corpo sul margine rialzato del retro dello scafo. Soprattutto, assicura una posizione di
seduta fissa quando si è in situazioni di marcia non esasperate e per questo si tengono le mani alte sul manubrio. Con la Blaster, inoltre, la transizione tra presa alta e presa bassa è facilitata grazie al profilo rastremato che ha la sella nella parte mediana e grazie all’ampio canale centrale che concentra la pressione del corpo solo nei punti del sottosella fisiologicamente più adatti a sostenere il peso.
La particolare morfologia della sella Smp Blaster, con la sua forma “spigolosa” e appuntita del suo particolare scafo, che nella zona mediana si divarica in due, realizza un’originaleinterfaccia con il sottosella fermo e stabile che favorisce non poco la percezione di sicurezza della seduta quando si pedala in discesa alle alte velocità.